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venerdì, 16 giugno 2006
Partire di fretta

Partiamo con una piccola premessa: io mi ritrovo molto in questo post di waki, per quanto riguarda il "lavoro totalizzante" ... per ora non me ne lamento, tutto sommato il mio lavoro mi piace molto e sembra che gli straordinari, pur non facendo lievitare la busta paga, mi vengano comunque ripagati in questa fase in cui cerco di costruirmi una carriera ... comunque il concetto principale e': il lavoro si prende sempre tanto tempo.
E cosi' succede che la prenotazione aerea per tornare a casa (che e' sempre un evento da festeggiare) spunti un giorno dal nulla ad interrompere le mie elucubrazioni puramente mentali o il flusso circolare di informazioni cervello-dita-tastiera-finestraDiEmacs-occhi-cervello; spunta li' e mi dice: "Ueh! Ricordati che tra un ora e mezza parte la navetta per l'aeroporto. Ah, sarebbe anche opportuno che prima passassi da casa a mettere qualcosa in valigia."
Ed entro in un turbinio di fretta e ansia, prendi valigia, rifletti trenta secondi su cosa metterci dentro, non c'e' tempo per pensare, vai a memoria e spera di non sbagliare, settore documenti, qui e' importante e non _devi_ sbagliare, non riesci a concentrarti ma sforzati, biglietto ok, carta d'identita' ok, attestasiondefuncscion ok, soldi per prendere un panino a Fiumicino ok, e se anche qualcosa non e' ok vai lo stesso che perdi la navetta ... chissa' com'e' restare bloccati a meta' viaggio per un documento mancante, per fortuna non mi e' mai capitato!
E poi mi ritrovo sulla navetta a dirmi: non pensare a cosa hai dimenticato, tanto non puoi tornare a prenderlo! Quando ti servira' te ne accorgerai. E poi un po' di fila al check in, la signorina che magicamente non trova nulla da ridire su quell'accozzaglia di fogli che le metto sotto il naso, i controlli di sicurezza e poi catalessi di mezz'ora seduto ad aspettare l'imbarco. Non penso a nulla. Assolutamente a nulla. Infine si parte: imbarco, rullaggio e decollo.
Normalmente a questo punto gia' dormo: mi risvegliero' all'atterraggio, finalmente pienamente coscente che il conditions database, l'online data quality monitoring e il logbook elettronico di ATLAS dovranno fare a meno di me per un po', e soprattutto coscente che per me e' bene cosi': ogni tanto bisogna pur staccarla la spina!

Postato da: pfzema il giugno 16, 2006 00:45 | link | commenti (4)
diario di bordo


Commenti
#1   16 Giugno 2006 - 02:48
 
Staccare la spina?!?! perchè...va attaccata??? :-)
la differenza tra me e gli altri italiani che stanno qui è che loro sono in trasferta e io no. E tutte le settimane c'è qualcuno che magari avevo appena cominciato a conoscere che in fretta e furia se ne torna a casa e tutte le volte anche solo per un attimo mi sembra che mi portino via qualcosa.
Buon ritorno!!
Lap
utente anonimo

#2   16 Giugno 2006 - 09:07
 
La vera libertà credo cominci proprio nel momento in cui uno è capace di dire, come hai fatto tu, non importa se non è tutto in ordine.
Io, per esempio, questa libertà non la conosco, sono ancora bene ingabbiata nel mio ordinatissimo tentativo di tenere tutto sotto controllo.
Poi qualche pedina inevitabilmente salta e lì capisco, ma è solo per poco, che la vita va avanti lo stesso e mollare i remi in barca può diventare una gradevolissima vacanza!
Buon tutto.
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#3   17 Giugno 2006 - 19:09
 
Ehi, tu: lascia stare la mia spina!
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#4   27 Giugno 2006 - 18:25
 
mamminacara, che e' successo al tuo blog? Non si vede piu' ...
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